appunti di cinematografia DSLR in barca a vela

dodici giorni su una barca a vela da Corfù a Grambusa (Creta), con lo scopo di girare immagini per un documentario sulle città e fortezze veneziane dell’Egeo. Paxos, Santa Maura, Zante, Ithaca, Navarino (Pylos), Modone, Corone, Cerigo (Kythira), Grambusa, Chaina ed alcune isole in mezzo. Su una barca con persone ottime ma che non hanno la minima idea di cosa sia girare un documentario. poche ore a terra per ogni tappa (l’unico posto dove ci siamo fermati due giorni interi è stata Kythira) per arrampicarsi su fortezze veneziane con uno zaino di circa 20 kg di attrezzature e cavalletto. In barca cercando di salvare la 5D e gli obiettivi dal salso. E quando pensi che sia un progetto folle – non so ancora quando verrò pagato di preciso – nel mezzo del Mediterraneo incontri un vecchio di 85 anni che ti dice di chiamarsi Byron Da Ponte, di essere di una antica famiglia veneziana di Cerigo, e ti porta con la sua scassata Cytroen in un borgo di pietra abbandonato del 1500, con un leone marciano sulla porta delle mura, in mezzo al nulla (Milopotamos). Dove sto andando? è un’altro progetto professionalmente autolesionista o vale la pena inseguire questo sogno? questa intuizione, di una realtà dimenticata dalla storia ma reale, ancora presente? cosa voglio dimostrare? Sono troppo coinvolto. In ogni caso, è vera emozione conoscere questo vecio dell’Egeo che parla italiano e ci scorrazza a tutta velocità in giro per Cerigo e mostra orgoglioso lo stemma di famiglia che diede i natali anche ad un doge (per pochi anni alla fine del 1500, precisa)

Mylopotamos è come trovarsi sul set di un film medioevale alla Raimi e immagino i pirati barbareschi assetati di sangue e razzie arrampicarsi verso la fortezza di Chora. Non sono un turista, nonostante le persone con cui sto condividendo questa esperienza siano  in ferie, con le loro macchine fotografiche compatte. Nonostante la bellezza dei posti mi sto facendo il culo qui, tra alzarsi all’alba e navigare a vela tutto il giorno, girare immagini e correre in giro alla ricerca di leoni di san marco. L’uso di una 5D in queste condizioni praticamente è un massacro. Maurizio porta il cavalletto ogni tanto e cerca di imparare ad usare il registratore digitale, ma la presenza di una altro operatore che si occupa anche dell’audio servirebbe.

Domani (anzi, tra poco – sta albeggiando mentre uploado il primo breve video per il blog su vimeo sfruttando il wifi di un baretto sulla bellissima spiaggia di Kapsali-Cerigo) partiamo per l’ultima zampata: Grambusa, quello che abbiamo chiamato l’ultimo scoglio della Serenissima, scampato ai turchi dopo la perdita di Candia nel 1669 e rimasto covo di pirati fino al 1906 quando gli ultimi “non classificabili in nessuna nazione” vennero cacciati a cannonate dall’isola dagli inglesi. almeno così pare. ma questa è una storia che è tutta da capire. da domani.

 

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2 Responses to appunti di cinematografia DSLR in barca a vela

  1. pido says:

    non ne ho uno sottomano, ma il mio amico giornalista credo si sia segnato indirizzo e telefono. scrivimi il tuo indirizzo mail, te lo mando appena lo recupero. ciao!

  2. lorenza says:

    ti sembrera’ assurdo ma proprio oggi cercavo notizie di questo signore, byron da ponte, che tu descrivi, l’ho incontrato anni fa proprio a kithera…indimenticabile, come giustamente dici tu.
    Hai per caso un suo numero di telefono, un recapito? O sai come posso trovarlo?

    Grazie!

    Lorenza

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